La Comunità cristiana di Tione ti dà il benvenuto in questa chiesa che rappresenta, un museo d'arte sacra, una preziosa pagina della nostra storia, ma soprattutto il luogo privilegiato dell'incontro con il Signore, che ha posto la sua tenda in mezzo alle nostre case.
Non ha data la prima pietra di questa chiesa, ma tutte le pietre parlano di una fede che tanti secoli fa ha saputo costruire questo luogo sacro.
Pieve ab immemorabili: appare ricordata ufficialmente la prima volta nell'anno 1185.
Sono state molte, nel susseguirsi dei secoli, le modifiche che hanno trasformato una piccola chiesa a pianta rettangolare senza cappelle, lunga all'incirca metà della navata centrale, nell'attuale edificio a forma di croce latina con sei cappelle laterali.
Le due iscrizioni ai lati dell'ingresso principale ricordano imponenti lavori eseguiti nel 1511-1518 e nel 1893-1897.
L'ultimo intervento risale agli anni 1989-1995.
Entra pure e contempla...
lasciandoti guidare dal senso del divino che pervade questo luogo: tutto parla di un Padre del cielo che visita la terra per abitare con noi, suoi figli.
Al centro della chiesa c'è il libro della Parola che ogni giorno ci indica il cammino.
Più avanti troviamo i segni della Santa Cena: il tabernacolo e l'elegante altare in marmo di Carrara con specchiature in verde Varallo e giallo Siena costruiti nel 1863 da Adamo Taliani da Rezzato (BS) e posti al centro del presbiterio dove si svolge quanto è racconta-to dalle grandi tele appese ai lati: la Raccolta della manna, cibo misterioso che accompagnò il popolo di Mosè verso la terra promessa, e l'Ultima Cena dove Gesù offre se stesso come Pane della Vita (quadri di autore ignoto, datati 1701). A lato il grande crocifisso in legno policromo del 1800.

Sul fondo dell'abside la Pala di Maria Assunta (foto n° 1 e 2) in cielo (importante lavoro di Carlo Bononi, Ferrara 1569-1632), indica la meta del nostro cammino.
Percorrendo le cappelle laterali tutto diventa un invito a fare anche noi tale viaggio.

Scendendo dal presbiterio, sulla sinistra, la cappella del Battista ci parla degli inizi della vita cristiana: la tela di Giulio Serafini. (Venezia, 1825-1900 circa), raffigurante san Giovanni Battista, (foto n° 3) buona copia dell'imitatissimo Battista del Tiziano, la tavola lignea del Battesimo di Gesù (uno dei rari dipinti su tavola dei primi anni del Millecinquecento che troviamo in terra trentina, opera di pittore veneto ignoto) e il fonte battesimale di marmo bianco di Breguzzo, di forma ottagonale, datato 1496, probabile opera del maestro scalpellino Antonio da Santa Colomba (TN), dove per più di 500 anni i fedeli hanno incontrato Cristo, come - acqua zampillante per la vita eterna -.
Scendendo ancora, troviamo la cappella del Rosario.
È stata l'omonima Confraternita a dedicare a Maria questo elegante altare di marmo (a. 1750 circa). A seguire, troviamo la cappella di sant'Antonio da Padova, altare in legno policromo e dorato con pregevoli formelle raffiguranti scene della vita del Santo (porta la data del 1658) .

Di fronte, la cappella di san Vittore (foto n° 4) dove, inserita in un altare di marmo nero di Ragoli e bianco del Lomaso, il noto artista Erasmo Antonio Obermüller di Monaco di Baviera ha dipinto (1610 circa) la Madonna con il Bambino e i santi Lorenzo, Girolamo, Francesco d'Assisi, Antonio abate e il martire Vittore che indica con la mano le proprie reliquie, custodite entro un'urna posta tra la mensa e l'altare.

Salendo troviamo la cappella della Disputa del Santissimo
Sacramento. Qui la Confraternita del Santissimo, (foto n° 5) per testimoniare la propria venerazione all'Eucaristia ha impreziosito il seicentesco altare di marmo e fregi in foglia d'oro, con un'opera di grande pregio di ignoto pittore veronese del secolo XVI raffigurante l'Eucaristia, al centro della pensosa riflessione dei quattro Evangelisti, di san Giovanni Battista e di vari Padri della Chiesa.
Infine la cappella di san Rocco, realizzata dall'omonima Confraternita dove, in un prezioso altare ligneo del XVII secolo, troneggiano Maria e il suo Bambino, venerati da san Sebastiano e san Rocco, sculture in legno policromo, opera del bresciano Maffeo Olivieri (secolo XVI).
Il tabernacolo in pietra bianca scolpita appartenente, con ogni probabilità, al vecchio altare maggiore demolito in occasione dei lavori di ampliamento del presbiterio avviati nel 1597, è datato 1551.
A fianco di quest'altare, in un affresco notevolmente deteriorato, troviamo pure la Madonna con il Bambino opera molto pregevole di Simone Baschenis che attorno al 1520 decorò gran parte delle pareti della chiesa e del presbiterio.
E poi ci sono tante figure di santi che in mezzo alla ricca decorazione di Angelo Comolli, pittore milanese che collaborò con l'architetto Livio Provasoli di Busto Arsizio alla ristrutturazione di fine Ottocento, guardano dall'alto in atteggiamento di benevola protezione.
Nel cielo dell'abside, in medaglioni dorati, ci sono i quattro evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni, che convergono verso il volto di Cristo in rilievo al centro della crociera.
A sinistra della pala dell'Assunta: sant'Anna e san Giuseppe; a destra, il vescovo Vigilio, patrono della Diocesi di Trento e san Vittore, patrono di Tione.
Sopra gli archi della navata, in grandi medaglioni, ci fanno compagnia: san Luigi, san Gregorio Magno, sant'Ambrogio, la Madre Dolorosa, san Rocco, santa Massenza, santa Maria Maddalena, sant'Agostino, san Leone Magno e sant'Antonio abate.
E per chi li sa trovare ci sono anche san Francesco, santa Apollonia e volti d'angeli assieme a simboli biblici e liturgici, opere tutte del fantasioso pennello del Comolli.
La presenza di Gesù la troviamo anche nei 14 quadri della Via Crucis, meglio definiti dal parroco Comini che li commissionò: Meditazioni sopra i principali misteri della Passione di N. S. G. Cristo, perché, discostandosi dal tradizionale percorso di questa pia devozione, ha voluto inseriti anche i momenti dolorosi che hanno preceduto il viaggio di Gesù al Calvario.
Le prime sette tele sono attribuite a Prospero Schiavi (Verona, 1730-1803), le altre alla sua scuola.
Bello anche il pulpito: lavoro in legno intarsiato. Sulla parte superiore è incisa la data 1570 e la frase - Lex Domini immaculata convertens animas - (la santa legge del Signore converte le anime).
In fondo, alle spalle della cantoria disegnata dall'arch. Provasoli, l'organo del Mascioni, costruito nel 1962.
A lato della porta nord: antico fonte battesimale sul quale sono scolpite alcune figure e il probabile antico stemma dei Lodron, potenti signori delle Giudicarie in tempi passati.
Storia a parte ha il campanile alto ben 53 metri che, progettato dal maestro milanese Giovanni Cometti, venne realizzato fra il 1756 e il 1760, con la partecipazione di tutta la popolazione tionese.
La Comunità cristiana di Tione
Le fotografie sono tratte dal libro "La Pieve di Tione" e gentilmente concesse, per il website, dal FOTO FOX STUDIO - Tione di Trento
Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Giovanni Battista - Tione di Trento - ITALY